Eventi

PORNODRAMA concerto per corpi in ascolto
10/11/2026 - 12/11/2026

PORNODRAMA concerto per corpi in ascolto

iscrizioni aperte, Laboratorio, performance

da martedì 10 a giovedì 12 novembre ore 16/19 • laboratorio
• Sonodramma_Aura(L)

gio 12 ore 19 restituzione aperta al pubblico
Area06 presenta
Versiliadanza
PORNODRAMA
concerto per corpi in ascolto
capitolo II di una Trilogia per un nuovo sguardo
ideazione Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello
laboratorio gratuito

Un percorso di training sull’ascolto tra danza e drammaturgia, dove il corpo si racconta con la voce e la visione si fa accessibile anche a persone cieche e ipovedenti. Restituzione aperta al pubblico giovedì 12 novembre.


per iscrizioni: organizzazione@shorttheatre.org
per massimo 20 partecipanti
aperto a tutti/e

C’è sicuramente un tempo, magari breve, in cui lei stessa è del tutto convinta di quel che dice, e lei stessa vede chiaro ciò che non c’è, ciò che soltanto il desiderio o l’immaginazione di Barnaba producono, e lo fa suo, ed è con lui almeno in questo. Anche nel passo però: ha trovato d’istinto, fin dall’inizio, un’andatura che tiene conto di quella incerta e rinormalizzata di Barnaba. Camminano così, uno a fianco all’altra. Quando si fermano e lei mente, la sua voce, per natura sottile, prende altre risonanze, più vicina, più intima, più complice, appena sofferente.

Pornodrama è una danza intima fatta di corpi e parole. Corpi che si raccontano all’altro e parole che forse non verranno mai sentite. Parole effimere come la danza, che riportano lo spettatore a rivivere a modo suo l’esperienza fisica di ciò che ha davanti. I performer descrivono in prima persona ciò che il proprio corpo in scena sta vivendo e percependo in relazione all’altro, al vuoto, allo spazio, al silenzio e alla voce vicina.
Come quando appoggi l’orecchio sul petto di una persona per sentirne il battito. O avvicini il naso alla pelle per ascoltarne l’odore. Un linguaggio tra danza e drammaturgia, un testo che gira in una danza fatta di relazioni. Una pluralità di voci che portano diversi punti di vista sulla visione permettendo al pubblico di entrare in contatto con le voci in scena, di sceglierle e di seguirle.

Un laboratorio attraverso un percorso di training sull’ascolto guidato da Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino.
Un lavoro che ha la possibilità di aprirsi alla cittadinanza attraverso un percorso che parla di incontri e di accessibilità. La metodologia e l’approccio con cui gli autori si avvicinano alla poetica di Pornodrama prevede la partecipazione anche di persone ipovedenti e cieche sia come pubblico sia come interpreti in caso di partecipazione al workshop.

Giovedì 12 novembre alle ore 19 restituzione del laboratorio (ingresso gratuito, fino a esaurimento posti).

 

Note di regia
“Dal 2018 portiamo avanti una ricerca che ha come fulcro la trasmissione dell’arte visiva a una persona cieca attraverso linguaggi capaci di restituire la poesia delle opere. Abbiamo indagato lo spettacolo dal vivo, con particolare attenzione alla danza (da cui è nato Let me be. Capitolo I di una Trilogia per un nuovo sguardo). Abbiamo iniziato a sperimentare una drammaturgia del corpo, del testo e del suono creando un’audiodescrizione poetica live dello spettacolo fruibile a tutto il pubblico.” Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello

Giuseppe Comuniello comincia, dopo aver perso la vista, il suo percorso nella danza nel 2009 con Virgilio Sieni, con il quale collabora ancora oggi. Ha lavorato per coreografi nazionali e internazionali per poi cominciare un percorso sulla trasmissione del movimento tenendo laboratori aperti a tutti e tutte. Collabora con il Festival Oriente Occidente per il network internazionale sulla danza accessibile. I suoi ultimi lavori sono Let Me Be e Pornodrama con Camilla Guarino e Cuna con debutto nel 2025. Lavora con Marta Cuscunà per il progetto Dimmi cosa vuoi vedere in collaborazione con Rai Radio 3. È socio fondatore di Al.Di.Qua.Artists (Alternative Disability Quality Artists) prima associazione di categoria di artist con disabilità. Collabora dal 2021 con Camilla Guarino per creare audiodescrizioni poetiche per spettacoli di danza in modo da renderli accessibili a un pubblico cieco.

Camilla Guarino è autrice e performer. Laureata con una tesi magistrale su Virgilio Sieni, nel 2020 si diploma al Master in drammaturgia presso l’Accademia Silvio d’Amico e insieme a Comuniello conduce laboratori sul movimento in relazione alla parola. Nel 2021 debutta come autrice e interprete in Let Me Be. Le successive creazioni sono Pornodrama, Sottovoce e Paso Doble. Lavora nell’audiodescrizione in ambito coreografico per rendere accessibili a persone cieche e ipovedenti spettacoli di danza e performance attraverso una drammaturgia legata alla poesia collaborando con artisti, artiste, festival e stagioni di danza.

 

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16:00 - 20:00
da martedì 10 a giovedì 12 novembre ore 16/19 • laboratorio • Sonodramma_Aura(L) gio 12 ore 19 restituzione aperta al pubblico Area06 presenta Versiliadanza PORNODRAMA [...]
IO SONO VERTICALE
14/11/2026

IO SONO VERTICALE

Teatro

sabato 14 novembre ore 19 • teatro
Pallaksch presenta
IO SONO VERTICALE
di e con Francesca Astrei
produzione Pallaksch
si ringraziano Carrozzerie n.o.t., Fondazione Teatro di Roma, NidOramai
Spettacolo vincitore del Premio della Giuria e il Premio Internazionale YartsProject
della XI edizione di Direction Under30 – Teatro Sociale di Gualtieri
Francesca Astrei – Premio Ubu 2025 – Miglior attrice/performer under 35

Attraverso la figura di Lazzaro, Io sono verticale racconta con delicatezza, ironia e profondità l’esperienza della depressione e la fatica di “tornare alla vita”. Uno spettacolo sul dolore che isola, sul legame con chi resta fuori e sulla fragile possibilità di rialzarsi.


Il dolore profondo può diventare un rifugio, una casa silenziosa in cui ci si chiude per proteggersi dal mondo esterno, troppo faticoso da affrontare. Ma questo isolamento, seppur reale e tangibile, genera altra sofferenza, anche in chi sta vicino. Passando da spunti di profonda riflessione a momenti divertenti e ironici, lo spettacolo affronta il tema della depressione ed esplora il dialogo difficile tra chi è immerso nel dolore e chi, fuori, cerca di entrare in contatto: due mondi che si sfiorano, spesso senza toccarsi, ma che desiderano capirsi.
Un monologo che prende in prestito il suo titolo da un verso di Sylvia Plath e che racconta l’impresa estenuante di trovare le parole per comunicare al mondo esterno la propria sofferenza quando si è nel pieno di una crisi depressiva.

In una crisi depressiva, trovare le parole per comunicare al mondo esterno la propria sofferenza è un’impresa estenuante: il dolore induce alla chiusura in se stessi rendendo l’apertura sempre più faticosa, al punto da sentirsi non più imprigionati nella propria sofferenza, ma quasi al sicuro in essa. Il dolore diventa casa mentre il mondo fuori diventa qualcosa di troppo pesante, qualcosa di ancora più doloroso del dolore stesso.
Le persone vicine a chi “abita il dolore” come vivono questa sua condizione? L’avere una persona amata “chiusa nel proprio soffrire” genera a propria volta dolore: come far comunicare il mondo fuori con il mondo dentro, limitando la sofferenza per entrambe le parti? Ogni crisi depressiva è un piccolo morire. A un certo punto, per ragioni non sempre comprensibili, la crisi si affievolisce e si ritorna alla “vita normale”, consapevoli che un nuovo tormento potrebbe sopraggiungere. Non c’è una soluzione. Con il tempo semplicemente si impara a riconoscerne alcuni segnali, a capire cosa può essere di sostegno nel tentativo di alleviarne i sintomi, e ci si abitua ad accogliere il proprio vuoto. Ogni percorso è diverso e imprevedibile. Difficilmente si guarisce del tutto.

Note di Regia
La depressione è una materia inspiegabile: chi la conosce sa come funziona, chi non la conosce la ritiene incomprensibile. Andrew Solomon, nel suo illuminante saggio “Il demone di mezzogiorno”, sostiene che la depressione può essere descritta solo con metafore e allegorie: trovandomi pienamente d’accordo, vista l’intimità e la soggettività con cui il dolore prende possesso dell’individuo, la metafora che ho scelto di utilizzare verte sul personaggio di Lazzaro, della tradizione cristiana. Lazzaro, al chiuso nel proprio sepolcro, viene richiamato alla vita al suono di “Alzati e cammina”: indicazioni elementari che permetterebbero al corpo di uscire dalla paralisi del proprio dolore. Chi è depresso racconta che, nei momenti di buio, non si sente né vivo né morto, la sensazione è di non esistere in un corpo che esiste e di percepire il proprio cuore, pulsante, come morto: la figura di Lazzaro, all’apertura del sepolcro, mi sembra possa racchiudere questa condizione.
Lazzaro, archetipo del vivo/morto, avrà la forza di tornare alla vita? E cosa vuol dire per lui vivere? E se “alzarsi e camminare” rappresentassero per la sua mente una condanna, anziché una salvezza? Comprensibilmente, i familiari non attendono altro che il sollievo di vederlo uscire dal sepolcro: non uscire dal proprio rifugio funebre implicherebbe infliggere ai propri familiari ulteriore dolore, ma uscire comporterebbe quell’inspiegabile fatica del ricominciare a vivere, consapevoli delle proprie fragilità.
Io sono verticale non è un monologo sul Vangelo, e la tradizione cristiana viene citata esclusivamente per fornire un immaginario metaforico chiaro della condizione di chiusura in una tomba/culla in rapporto a ciò che, per chi è al di fuori, è la soluzione più ovvia. La leggerezza e l’ironia saranno le basi per un’analisi più profonda su cosa può voler dire attraversare una crisi depressiva, attraverso diversi punti di vista.

Francesca Astrei, premio Ubu 2025 come Miglior Attrice Under35, si diploma nel 2018 presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Lavora, tra gli altri, con Paolo Rossi, Armando Punzo, Giorgio Barberio Corsetti, Roberto Rustioni, Fabio Condemi, Alessandro Businaro, Tommaso Capodanno. Dal 2020 collabora con la Compagnia di Teatro Integrato Piero Gabrielli, prendendo parte a spettacoli e progetti nelle scuole con attori/attrici con e senza disabilità. Partecipa a progetti di drammaturgia contemporanea con Federico Malvaldi, Giulia Bartolini, Andrea Dante Benazzo, Consuelo Bartolucci. Nel 2023 vince il FringeMi con “Mi manca Van Gogh”, monologo da lei scritto, diretto e interpretato. Nel 2024 è candidata come Miglior Attrice Emergente al Premio Le Maschere grazie a “Il cavaliere inesistente”, regia di Tommaso Capodanno. Nel 2025 è candidata al premio Virginia Reiter e il suo secondo monologo, “Io sono verticale”, vince il Premio Direction Under30 e il Premio Internazionale YARTS Project – Teatro Sociale di Gualtieri.

https://www.instagram.com/francescaastrei/
https://www.instagram.com/pallaksch.xyz/

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19:00 - 20:30
sabato 14 novembre ore 19 • teatro Pallaksch presenta IO SONO VERTICALE di e con Francesca Astrei produzione Pallaksch si ringraziano Carrozzerie n.o.t., Fondazione Teatro [...]
UNA FESTA BELLISSIMA
15/11/2026 - 16/11/2026

UNA FESTA BELLISSIMA

Teatro Ragazzi

domenica 15 novembre ore 17.30 e lunedì 16 ore 10 • teatro ragazzi
• SomministrArte – Affabulazione ETS
Compagnia Arione de Falco
UNA FESTA BELLISSIMA
di e con Annalisa Arione, Alberto Branca, Dario de Falco
musiche Enrico Messina
movimento scenico Marcos Rangel Koslowski
costumi Giulia Rossi
con il sostegno di Teatro Koreja
tecnica: teatro d’attore
dai 3 agli 8 anni
ingresso gratuito

Tre amic* costruiscono la festa più bella del mondo, tutta fatta di palloncini, risate, abbracci e tanto movimento. Quando la festa finisce, restano il corpo, il respiro e la voglia di ballare ancora. Un inno alla gioia del qui e ora.


Una Festa Bellissima è uno spettacolo che intreccia gioco, amicizia, corpo e tempo. Tre amici* costruiscono una festa fatta di palloncini, risate, abbracci e piccole scoperte. È una festa allegra, piena di movimento e di presenza, di “stiamo insieme”. Ma, come tutte le feste, anche questa a un certo punto finisce. Finisce e basta. E allora cosa resta? Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’. Uno spettacolo che invita bambin* e famiglie a celebrare il presente, a guardarsi, a riconoscersi e a stare nel qui e ora. Perché se la festa è finita ma io sono qui… ballo.

La Compagnia Arione de Falco nasce nel 2013 dal desiderio di Annalisa Arione e Dario Eduardo de Falco di raccontare storie per bambin*, ragazzi* e famiglie che abbiano come motore le relazioni, l’empatia, la leggerezza con cui guardare il mondo. La compagnia opera anche nell’ambito della formazione teatrale e educativa: conduce laboratori di improvvisazione, narrazione, teatro per diverse fasce d’età, dall’infanzia all’età adulta.

 


SomministrArte
dal 12 ottobre al 22 dicembre • rassegna
Affabulazione ETS presenta
SOMMINISTRARTE
eventi gratuiti

SomministrArte è una rassegna teatrale e un progetto di inclusione dedicato alle nuove generazioni, dai 3 ai 18 anni, e alle loro famiglie. Da ottobre a dicembre il Teatro del Lido di Ostia si trasforma in un antidoto all’isolamento sociale e in un prezioso strumento di crescita collettiva.

Il cartellone intreccia la messa in scena degli spettacoli alle Merende Poetiche: momenti di convivialità pre-spettacolo in cui i bambini vengono avvicinati al linguaggio teatrale in modo ludico, mentre gli adulti trovano un accogliente spazio di incontro e condivisione.
La rassegna espande inoltre il suo impatto sul territorio attraverso due iniziative speciali.
Con il progetto Il Teatro incontra le scuole (dal 26 ottobre al 19 dicembre), l’esperienza valica i confini della scena per entrare direttamente nelle aule scolastiche, dove un team composto da artisti, curatori e una psicologa dialogherà con le classi per approfondire le tematiche affrontate negli spettacoli proposti. SomministrArte si fa anche promotrice della creatività giovanile attraverso due Residenze di Teatro per le nuove generazioni. Tramite una call pubblica, due compagnie emergenti verranno ospitate in residenza artistica (dal 19 al 22 ottobre), ricevendo spazio, consulenza tecnica da parte degli operatori del Teatro del Lido, l’opportunità di incontrare gli spettatori durante il processo creativo e un contributo alla produzione di 1.000 €.

Progetto vincitore dell’avviso pubblico “Lo Spettacolo dal vivo fuori dal centro – anno 2026”

 

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17:30 - 11:30
Teatro Ragazzi
domenica 15 novembre ore 17.30 e lunedì 16 ore 10 • teatro ragazzi • SomministrArte - Affabulazione ETS Compagnia Arione de Falco UNA FESTA BELLISSIMA [...]
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STORIA DI UN NO
17/11/2026 - 18/11/2026

STORIA DI UN NO

Teatro Ragazzi

martedì 17 e mercoledì 18 novembre ore 10 • teatro ragazzi
• SomministrArte – Affabulazione ETS
Compagnia Arione de Falco
STORIA DI UN NO
di e con Annalisa Arione e Dario de Falco
musiche Enrico Messina
movimento scenico in collaborazione con Annalisa Cima
con la consulenza di Savina Dipasquale psichiatra e Luisa Ortuso psicologa e psicoterapeuta
tecnica: teatro d’attore
Vincitore Eolo Awards 2022, come miglior spettacolo per adolescenti
dai 12 ai 18 anni
ingresso gratuito

Martina ha quattordici anni, una pianta carnivora di nome Yvonne, delle cuffiette bianche e un No che nessuno le aveva mai insegnato a dire. Una storia vera, dolce e per niente moraleggiante sul primo amore e su come un No detto al momento giusto possa cambiare le cose.


Vincitore Eolo Awards 2022, come miglior spettacolo per adolescenti, Storia di un No, racconta di Martina che ha quattordici anni, una pianta carnivora di nome Yvonne e delle cuffiette bianche. Martina non ha vestiti firmati, non ha il motorino e non ha la mamma. Storia di un No racconta anche del papà di Martina, un papà attento che lavora da casa, ama Jane Austen e cucina lasagne ogni volta che c’è qualcosa di importante da festeggiare. Storia di un No racconta di Alessandro, che ha una felpa di marca, un ciuffo a cui dedica venti minuti ogni mattina e che di Martina s’innamora praticamente subito. Almeno così dice lui. Storia di un No è la storia di un incontro, di un primo bacio che non è come era stato sognato ma che è bello lo stesso, di famiglie che non sono come le vorremmo, dell’abitudine di considerare l’altra metà della coppia come essere funzionale a noi e ai nostri bisogni, dell’amore confuso con il possesso. È la storia di Martina che sceglie di pensarsi intera e quindi dice basta, creando con la sua consapevolezza una reazione a catena in grado di cambiare le cose. Può un’adolescente cambiare il mondo? Ecco. Storia di un No parla di questo. E anche di Orsetta, di Eugenio, di Faveti, di Annalisa e di Dario.

Note di Regia
Dalla preadolescenza in avanti l’amore bussa alla nostra porta con un abito nuovo. Questa emozione ci travolge senza preavviso e ci trova impreparati. È un argomento che culturalmente spaventa. Eppure, di emozioni bisognerebbe parlare. Perché? Perché un’adolescente su venti racconta di essere stata aggredita fisicamente dal fidanzato, una su dieci ha paura della persona che ha a fianco, una su dieci è stata aggredita verbalmente dal fidanzato. In tre casi su quattro la ragazza perdona il partner. Il percorso che ci ha portati a Storia di un No è iniziato da una serie di laboratori sul tema della parità e degli stereotipi di genere. In particolare, Annalisa ha tenuto un workshop per improvvisatori teatrali dal titolo Altre Storie (che nel suo esito finale si è visto riconoscere il premio come miglior format al raduno di Microteatro Chianciano 2018), mentre Dario teneva laboratori specifici per preadolescenti e adolescenti sui temi sviluppati nello spettacolo. Martina e Alessandro, i protagonisti della nostra storia, sono nati da improvvisazioni fatte durante questi laboratori. A questa fase è seguita una lunga sessione di preparazione teorica sugli studi di genere e di consulenza con esperte. Il gioco di ruolo è il motore del nostro agire teatrale. In scena una narratrice e un narratore: per parlare di emozioni bisogna essere almeno in due. I narratori hanno un compito osceno: dire al pubblico gli stati d’animo dei personaggi che interpretano. In un contesto così delicato, il mondo affettivo degli adolescenti, in cui spesso le emozioni arrivano prima delle parole che servono per spiegarle, dire al pubblico ciò che il personaggio prova in tempo reale è una scelta mirata.

La Compagnia Arione de Falco nasce nel 2013 dal desiderio di Annalisa Arione e Dario Eduardo de Falco di raccontare storie per bambin*, ragazzi* e famiglie che abbiano come motore le relazioni, l’empatia, la leggerezza con cui guardare il mondo. La compagnia opera anche nell’ambito della formazione teatrale e educativa: conduce laboratori di improvvisazione, narrazione, teatro per diverse fasce d’età, dall’infanzia all’età adulta.

 


SomministrArte
dal 12 ottobre al 22 dicembre • rassegna
Affabulazione ETS presenta
SOMMINISTRARTE
eventi gratuiti

SomministrArte è una rassegna teatrale e un progetto di inclusione dedicato alle nuove generazioni, dai 3 ai 18 anni, e alle loro famiglie. Da ottobre a dicembre il Teatro del Lido di Ostia si trasforma in un antidoto all’isolamento sociale e in un prezioso strumento di crescita collettiva.

Il cartellone intreccia la messa in scena degli spettacoli alle Merende Poetiche: momenti di convivialità pre-spettacolo in cui i bambini vengono avvicinati al linguaggio teatrale in modo ludico, mentre gli adulti trovano un accogliente spazio di incontro e condivisione.
La rassegna espande inoltre il suo impatto sul territorio attraverso due iniziative speciali.
Con il progetto Il Teatro incontra le scuole (dal 26 ottobre al 19 dicembre), l’esperienza valica i confini della scena per entrare direttamente nelle aule scolastiche, dove un team composto da artisti, curatori e una psicologa dialogherà con le classi per approfondire le tematiche affrontate negli spettacoli proposti. SomministrArte si fa anche promotrice della creatività giovanile attraverso due Residenze di Teatro per le nuove generazioni. Tramite una call pubblica, due compagnie emergenti verranno ospitate in residenza artistica (dal 19 al 22 ottobre), ricevendo spazio, consulenza tecnica da parte degli operatori del Teatro del Lido, l’opportunità di incontrare gli spettatori durante il processo creativo e un contributo alla produzione di 1.000 €.

Progetto vincitore dell’avviso pubblico “Lo Spettacolo dal vivo fuori dal centro – anno 2026”

 

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10:00 - 11:00
Teatro Ragazzi
martedì 17 e mercoledì 18 novembre ore 10 • teatro ragazzi • SomministrArte - Affabulazione ETS Compagnia Arione de Falco STORIA DI UN NO di [...]
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LE LINGUE DEI MURI_visual
20/11/2026 - 13/12/2026

LE LINGUE DEI MURI_visual

Mostra

da venerdì 20 novembre a domenica 13 dicembre • mostra
Spartenza Teatro
LE LINGUE DEI MURI_visual
foto di Sofia Abbati
in collaborazione con Teatri di Vetro
ingresso gratuito

Una crepa rivela gli strati passati, crea e deforma, trasforma lo sfondo in figura. Sofia Abbati e il suo archivio di muri consumati dal tempo invitano a osservare ciò che affiora: immagini, frammenti, ricordi.


Le superfici scrostate dei muri rivelano gli strati del tempo, lasciando affiorare immagini, frammenti e ricordi. Una superficie consumata è un errore e un miracolo: trasforma lo sfondo in figura e l’informe in possibilità. Attraverso un archivio di fotografie realizzate da Sofia Abbati in tutta Italia, la mostra invita a chiedersi: cosa vedi in questo muro? Ogni risposta si aggiunge alle altre, componendo un possibile archivio dell’inconscio collettivo. Da queste immagini nasce l’omonima ricerca performativa di Spartenza Teatro, ideata da Sofia Abbati e sviluppata con il dramaturg Andrea Milano, in collaborazione con Teatri di Vetro, a partire dalla domanda: È possibile danzare questi muri? Incorporarli? Come decifrare la lingua segreta del tempo e delle intemperie? Se deve essere snellita capiamo insieme o se qualsiasi altra cosa.

Spartenza Teatro è un gruppo teatrale under 35 che nasce nel 2022 dall’incontro tra Andrea Milano e Sofia Abbati. I lavori realizzati finora sono: “Ostinato Essere”, vincitore del Festival dell’Arte Spaccata 2023 e realizzato con il sostegno di Artificerie Almagià, Compagnia BRAT, Fortezza Est, Calpurnia APS e con la collaborazione di Luca Piomponi e Giulia Cauti, e “Paesaggio con figura verticale – concerto poetico”. Spartenza è ideatrice di “Feedback – tavolo di confronto sulla scrittura orizzontale e circolare” che ha visto finora la partecipazione di trenta autor3. Ogni anno il progetto si conclude con “Open Feedback”. Per la prima edizione, “Open Feedback” si è tenuto all’interno di C.ENTRO, cornice ideata da Teatri di Vetro in co-realizzazione con Teatro Biblioteca Quarticciolo, e la seconda allo Spazio Rossellini, di nuovo con il sostegno di Teatri di Vetro. Nel 2025 Spartenza inizia a lavorare a “Le Ossa”, che è stato co-prodotto dal teatro Fortezza Est di Roma e selezionato per Vestiti della vostra pelle, alla call Umarell di Teatro Linguaggicreativi e ha ricevuto la menzione speciale al Premio Scintille 2026. Per questo progetto alla compagnia si è unita la performer e danzatrice Sofia Ludovica Tangreda. Nello stesso anno Spartenza Teatro ha iniziato un percorso di ricerca per una performance site-specific chiamata “Le lingue dei muri”, che è stata ospite nella sezione Composizioni del festival Teatri di Vetro presso il Teatro del Lido di Ostia.

https://www.spartenzateatro.com/
https://www.facebook.com/spartenzateatro/
https://www.instagram.com/spartenzateatro/
https://www.instagram.com/sofimarsi/
https://www.instagram.com/andrmilano/

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00:00
Mostra
da venerdì 20 novembre a domenica 13 dicembre • mostra Spartenza Teatro LE LINGUE DEI MURI_visual foto di Sofia Abbati in collaborazione con Teatri di [...]
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LA COSTANZA DELLA MIA VITA
20/11/2026

LA COSTANZA DELLA MIA VITA

Teatro

venerdì 20 novembre ore 19 • teatro
Teatro Metastasio di Prato presenta
LA COSTANZA DELLA MIA VITA
di e con Pietro Giannini
una produzione Teatro Metastasio di Prato
coordinamento tecnico dell’allestimento Marco Serafino Cecchi
assistente all’allestimento Giulia Giardi
cura della produzione Francesca Bettalli e Elena Tedde Piras
ufficio stampa Cristina Roncucci
comunicazione Francesco Marini
foto e video documentazione Ivan D’Alì
grafica Veronica Franchi
sviluppato in residenza presso Teatro Due Mondi
Menzione speciale Premio Scenario 2023
Pietro Giannini – Premio Ubu 2025 come Miglior attore/performer under 35

Uno spettacolo che racconta lo sfaldarsi di una famiglia attraverso lo sguardo fragile e immaginifico di un bambino. Un monologo tenero e doloroso sul crescere troppo in fretta, tra favola, memoria e bisogno di proteggersi dal mondo degli adulti.


C’è una famiglia che si sfalda lentamente. Ci sono due genitori, entrambi cambiati. C’è una sorella che è partita. C’è la Signora del pongo con i suoi omini cattura segreti, Paolo che ama dormire. E poi c’è un figlio, che è anche un fratello e che è un bambino, che racconta una storia in apparenza elementare.
La costanza della mia vita è il racconto di un costante processo di separazione famigliare, il tutto filtrato da occhi e orecchie ancora abituati alle favole. Il protagonista del monologo assiste inerme agli eventi che colpiscono lui e chi gli sta intorno, obbligandolo a entrare precocemente nel complesso mondo dei grandi. Il flusso di coscienza che si consuma sul palcoscenico è dunque un goffo tentativo di comprensione, una disperata e infantile negazione di ciò che è stato, nonché una protezione verso l’esterno e le sue brutture.

Pietro Giannini è nato nel 2000 a Genova, dove muove i primi passi nel mondo del teatro. Nel 2016 inizia il suo percorso artistico presso il laboratorio teatrale coordinato da Enrico Campanati. Nel 2019 viene ammesso all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e si confronta con alcune tra le figure più importanti del teatro contemporaneo: Massimiliano Civica, Arturo Cirillo, Andrea Baracco, Monica Demuru, Liv Ferracchiati, Michele Monetta. Tra le varie produzioni, ha partecipato a Noi, gli eroi, regia di Valentino Villa, Spettacolino futile, regia di Massimiliano Civica e Roberto Zucco, con la supervisione di Arturo Cirillo. Nel 2022 inizia la sua attività artistica come autore e attore dei suoi stessi spettacoli. Il suo primo lavoro, La costanza della mia vita, vince la menzione speciale al Premio Scenario 2023. Il secondo lavoro, La traiettoria calante, inerente alla tragedia del Ponte Morandi, va in scena al Romaeuropa Festival 2023 per la rassegna Anni Luce. In contemporanea continua il suo percorso di formazione artistica sotto la cura di Antonio Latella.

https://www.metastasio.it/

 

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Teatro
venerdì 20 novembre ore 19 • teatro Teatro Metastasio di Prato presenta LA COSTANZA DELLA MIA VITA di e con Pietro Giannini una produzione Teatro [...]
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VOGLIO VEDERTI DANZARE 4ª ed.
21/11/2026

VOGLIO VEDERTI DANZARE 4ª ed.

Danza

sabato 21 novembre ore 19 • danza
• Scuole Danza Municipio Roma X
VOGLIO VEDERTI DANZARE 4ª ed.
a cura di Giorgia Celli
ospiti scuole di danza del Municipio Roma X
ingresso gratuito
prenotazione obbligatoria su eventbrite

Quarta edizione per la rassegna dedicata alle scuole di danza del Municipio Roma X. Esibizioni libere da vincoli di stile e discipline, per promuovere il confronto tra allievi/e, insegnanti e pubblico, offrendo uno spazio di esibizione libero da competizioni.


La rassegna Voglio vederti danzare, a cura di Giorgia Celli, referente per la danza del Comitato artistico del Teatro del Lido di Ostia, nasce con lo scopo di far conoscere, confrontare ed esibire allievi/e delle scuole di danza del Municipio Roma X e per presentare il proprio lavoro completamente liberi da vincoli di stile e discipline (danza classica, contemporanea, modern, hip hop, breakdance, danze popolari, teatro danza, ecc.). Appuntamenti mirati a dare spazio alle scuole/gruppi di danza del Municipio Roma X per promuovere il confronto tra allievi, insegnanti, pubblico e operatori del settore. La rassegna rappresenta un momento importante per il mondo della danza giovanile, un’occasione di incontro e un veicolo privilegiato di amicizia e conoscenza il cui unico scopo è quello della libera esibizione senza competizione.

 

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Danza
sabato 21 novembre ore 19 • danza • Scuole Danza Municipio Roma X VOGLIO VEDERTI DANZARE 4ª ed. a cura di Giorgia Celli ospiti scuole [...]
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DIPINGERE L’ESSENZIALE
22/11/2026

DIPINGERE L’ESSENZIALE

iscrizioni aperte, Laboratorio

domenica 22 novembre ore 17/19.30 • laboratorio
• Progetto Miaohaus
DIPINGERE L’ESSENZIALE
a cura di Luisa Montalto
dagli 8 anni in su
costo 10 € (5 € per il 2° figlio/a)

Un laboratorio per scoprire l’illustrazione attraverso la pittura cinese a inchiostro. Il gesto, l’acqua, il nero per descrivere un segno che non può essere cancellato e diventa identità.


massimo 10 partecipanti
per iscrizioni: promozione@teatrodellido.it

Un pomeriggio per avvicinarsi all’illustrazione attraverso la pittura cinese a inchiostro. I bambini e le bambine impareranno a dosare acqua e nero, a lasciare il bianco del foglio, a fidarsi del gesto. Una tecnica antica che premia la spontaneità e lo stretto legame tra arte e spiritualità

Luisa Montalto
Laureata in Lettere, indirizzo Cinema, alla Sapienza di Roma con una tesi sulla regista giapponese Naomi Kawase, Luisa Montalto è un’artista autodidatta, dopo un esordio nel fumetto indipendente, sviluppa il resto della sua formazione nell’illustrazione e nella pittura. Pur conservando uno stile di ispirazione asiatica, ama sperimentare e studiare sempre nuove tecniche.Nel 2015 si trasferisce a Singapore dove, oltre all’apprendimento della tecnica di pittura cinese, ha ideato e realizzato una serie di laboratori creativi rivolti all’infanzia. Attualmente vive a Roma, è tornata a lavorare nel suo amato studio di Torpignattara. Nel 2018 SEB e la Conchiglia (realizzato insieme alla scrittrice Claudia Mencaroni), è finalista al premio Andersen e quest’anno è in uscita la riedizione con una illustrazione in edizione limitata timbrata a mano. Tra gli ultimi albi e libri usciti: Crescere Bambini, Cos’è il sesso, La busta bianca e Il puntino sperduto. Nel 2025 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma e apre un Drawing club in cui condivide le sue tecniche di esplorazione creativa. Il fumetto resta uno dei suoi strumenti di ricerca preferiti.

https://luisamontalto.tumblr.com/mywebsite
https://www.facebook.com/luisamontaltoart
https://www.instagram.com/luisamontalto/
https://luisamontalto.tumblr.com/

 

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17:00 - 19:30
iscrizioni aperte, Laboratorio
domenica 22 novembre ore 17/19.30 • laboratorio • Progetto Miaohaus DIPINGERE L’ESSENZIALE a cura di Luisa Montalto dagli 8 anni in su costo 10 € [...]
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ODISSEA | errare è umano
23/11/2026 - 24/11/2026

ODISSEA | errare è umano

Teatro Ragazzi

lunedì 23 e martedì 24 novembre ore 10 • teatro ragazzi
• SomministrArte – Affabulazione ETS
Manifatture Teatrali Milanesi
ODISSEA
errare è umano
di Valeria Cavalli
regia e disegno luci Claudio Intropido
con Giulia Marchesi e Marco Vitiello
assistente al progetto Isabella Perego
voci fuori campo Pietro De Pascalis e Isabella Perego
collaborazione didattica Simonetta Muzio
scene Marco Muzzolon
costumi Francesca Biffi
staff tecnico Marco Meola
responsabile di produzione Susanna Russo
produzione Manifatture Teatrali Milanesi
tecnica: teatro d’attore
dagli 11 ai 13 anni
ingresso gratuito

L’Odissea come specchio dell’adolescenza. Due giovani attori danno corpo e voce al viaggio di Ulisse tra mostri, sirene e tempeste. Un invito a salpare verso la vita, perché “errare” è profondamente, meravigliosamente umano.


“Potendo si sarebbe fatto volentieri a meno di tutta questa mitologia” ha scritto Cesare Pavese nella prefazione dei Dialoghi con Leucò. Potendo, ma non si può perché il mito è fonte inesauribile di simboli e di storie. Mito, dunque, è un modo di raccontare e un modo di pensare. Ci porta dal lontano passato al nostro quotidiano presente e poiché il mito è fatto di un groviglio di racconti, ci conduce inevitabilmente all’incontro con il Teatro. Il viaggio di Ulisse è il viaggio della vita che ci fa attraversare mari calmi e tempestosi, ci apre a nuovi incontri, ci obbliga a scontrarci con l’ignoto che fa sussultare di paura e a conoscere la gioia. Odissea, errare è umano accompagna il giovane pubblico ad accostarsi all’archetipo del romanzo di formazione in cui la parola “errare” ha un doppio significato, quello del vagare cercando la propria strada e quello della possibilità di sbagliare.

Note di Regia
Come sempre il nostro percorso artistico si discosta dalla filologia per avvicinarsi invece a un’interpretazione più contemporanea che, come succede in tutti i grandi classici, è già presente nell’opera stessa. Affrontare l’Odissea è, appunto, un’odissea! Un’opera grandiosa che racconta le imprese di Ulisse, re di Itaca, quando si lascia alle spalle la sanguinosa guerra di Troia e si ritrova a vagare per il Mediterraneo, sognando sempre il ritorno a casa. Omero, pur descrivendolo come l’eroe dal multiforme ingegno, ne sottolinea anche l’umanità, che lo porta a sbagliare come succede ad ogni mortale; il suo lungo viaggio è un appassionante racconto avventuroso fra tempeste, canti di sirene, mostri orribili, incontri con l’amore e con la morte. L’idea di rappresentare un’opera immensa in una sorta di “bigino” ci è parsa riduttiva e inutile poiché il compito del teatro è quello di uscire dalle parafrasi, dalla didattica, toccando invece certi temi presenti nell’Odissea di Omero che sono ancora estremamente attuali e che risuonano in tutti noi. Sappiamo inoltre che scegliere opere così universalmente conosciute è rischioso perché ogni spettatore ha una sua personale visione dell’Odissea che spera di vedere riprodotta in scena, ognuno ha capitoli e personaggi che ne hanno colpito l’immaginazione ed è quindi più complesso uscire dal recinto delle proprie convinzioni. Nella creazione della nostra Odissea abbiamo deciso di liberarci dal timore di non toccare i punti considerati salienti. Come sempre abbiamo pensato in primis ai ragazzi, agli adolescenti, che in quest’età si ritrovano proprio davanti al mare della vita, pronti a salpare, ad agguantare il timone con il desiderio e la paura di andare incontro all’ignoto che li aspetta negli anni futuri. Li abbiamo immaginati come tanti Telemaco che spesso si sentono incompresi, soli, a volte abbandonati o in attesa come Penelope, li abbiamo visti persi e spaventati come i Lotofagi stregati da fiori che promettono l’oblio, li abbiamo pensati in ascolto di quel canto dolcissimo che è il richiamo dell’amore e soprattutto li abbiamo voluti incoraggiare a partire, ad andare, a superare le paure che a volte ci trattengono in porto. La loro odissea è adesso, è viva, è fresca, è necessaria e di conseguenza la nostra messa in scena vede due giovani e talentuosi protagonisti che nell’Odissea si muovono liberamente entrando e uscendo dall’opera con profonda leggerezza.


SomministrArte
dal 12 ottobre al 22 dicembre • rassegna
Affabulazione ETS presenta
SOMMINISTRARTE
eventi gratuiti

SomministrArte è una rassegna teatrale e un progetto di inclusione dedicato alle nuove generazioni, dai 3 ai 18 anni, e alle loro famiglie. Da ottobre a dicembre il Teatro del Lido di Ostia si trasforma in un antidoto all’isolamento sociale e in un prezioso strumento di crescita collettiva.

Il cartellone intreccia la messa in scena degli spettacoli alle Merende Poetiche: momenti di convivialità pre-spettacolo in cui i bambini vengono avvicinati al linguaggio teatrale in modo ludico, mentre gli adulti trovano un accogliente spazio di incontro e condivisione.
La rassegna espande inoltre il suo impatto sul territorio attraverso due iniziative speciali.
Con il progetto Il Teatro incontra le scuole (dal 26 ottobre al 19 dicembre), l’esperienza valica i confini della scena per entrare direttamente nelle aule scolastiche, dove un team composto da artisti, curatori e una psicologa dialogherà con le classi per approfondire le tematiche affrontate negli spettacoli proposti. SomministrArte si fa anche promotrice della creatività giovanile attraverso due Residenze di Teatro per le nuove generazioni. Tramite una call pubblica, due compagnie emergenti verranno ospitate in residenza artistica (dal 19 al 22 ottobre), ricevendo spazio, consulenza tecnica da parte degli operatori del Teatro del Lido, l’opportunità di incontrare gli spettatori durante il processo creativo e un contributo alla produzione di 1.000 €.

Progetto vincitore dell’avviso pubblico “Lo Spettacolo dal vivo fuori dal centro – anno 2026”

 

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10:00 - 11:30
Teatro Ragazzi
lunedì 23 e martedì 24 novembre ore 10 • teatro ragazzi • SomministrArte - Affabulazione ETS Manifatture Teatrali Milanesi ODISSEA errare è umano di Valeria [...]
Altre informazioni
DRAG ME UP Queer Art Festival
27/11/2026 - 28/11/2026

DRAG ME UP Queer Art Festival

Festival, Teatro

venerdì 27 novembre matinée e sabato 28 ore 19 • festival
ONDADURTOTEATRO presenta
DRAG ME UP
Queer Art Festival
direzione artistica Karma B e Margó Paciotti
con il sostegno di Roma Capitale

La forza della cultura Drag per accendere i riflettori su ogni espressione di genere. Due giornate tra performance, cabaret e stand-up comedy nel segno dell’arte queer e dell’attivismo per l’inclusione.


Un festival e una piattaforma artistica che affronta le tematiche di genere attraverso i codici della cultura Drag. Drag Me Up è un momento di riflessione su istanze sociali legate all’inclusione, Drag Me Up irrompe con tutta la sua forza e valenza espressiva, accendendo i riflettori sulle arti performative Queer contemporanee.
Biologicamente Queer sarà la tematica di questa annualità. “Ogni genere di pacifica collaborazione tra le persone si fonda in primo luogo sulla fiducia reciproca […] Ciò è vero tanto per le Nazioni che per i singoli individui. E la fiducia si costruisce venendosi incontro con lealtà” (Albert Einstein).
Tuttə lə artistə coinvoltə, concentreranno la loro attenzione alle tematiche di non discriminazione di genere e daranno spazio alle nuove inclusioni, ma soprattutto alle proprie auto-narrazioni, spensierate, amare e sarcastiche. Un festival in cui coesistono molteplici forme di espressione che riflettono le molteplici forme di essere.

https://dragmeup.it/
https://www.facebook.com/DragMeUpFestival
https://www.instagram.com/dragmeupfestival/

 

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venerdì 27 novembre matinée e sabato 28 ore 19 • festival ONDADURTOTEATRO presenta DRAG ME UP Queer Art Festival direzione artistica Karma B e Margó [...]
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La Programmazione dei Teatri in Comune 2024-2025 è finanziata dall’Unione Europea PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici