Teatro Tor Bella Monaca
Stagione
spettacolo

1, 5, 15 AFFETTI COLLATERALI

Lavoro incentrato sulla controversa figura di Fritz Haber, premio Nobel per la chimica nel 1918, sua moglie Clara Immerwahr, prima donna laureata in chimica e del figlio Hermann. Una storia d’amore, ambizione e responsabilità scientifica. | SALA GRANDE


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16/10/2026 - 18/10/2026

venerdì 16 e sabato 17 ottobre 21
domenica 18 ottobre ore 18

Compagnia del Sole

di Roberto Scarpetti
con Stella Addario, Flavio Albanese, Luigi Moretti
regia Marinella Anaclerio scena Francesco Arrivo costumi Stefania Cempini disegno luci Cristian Allegrini
assistente alla regia Veronica Monti assistente Michele Bellino realizzazione scena Domenico Pirozzi
realizzazione costumi Angela Gassi sound designer Giovanni Chiapparino
con la collaborazione del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Si ringrazia il Dipartimento di Studi Ebraici Taube – Università di Breslavia

Gli Haber: Clara, Fritz ed Hermann, quanti sanno chi sono? Eppure, il frutto delle loro scoperte ha favorito ma anche infierito sulla vita di milioni di persone.

Affetti collaterali è un lavoro incentrato sulla controversa figura di Fritz Haber, premio Nobel per la chimica nel 1918, sua moglie Clara Immerwahr, prima donna laureata in chimica all’università di Breslavia, e il figlio Hermann, testimone del loro burrascoso rapporto creativo e professionale, ma anche erede dei fantasmi di famiglia, delle conseguenze di scelte personali e decisioni etiche e scientifiche, che ricadono sul suo destino come gli effetti collaterali delle armi chimiche sul corpo umano, ancora forti a distanza di tempo.

Grazie alle sue ricerche e a quelle di Clara, Fritz fu infatti a capo del reparto dell’esercito tedesco incaricato di sperimentare l’uso di derivati del cloro a fini bellici, utilizzati per la prima volta contro l’esercito francese a Ypres nel 1915.

Ed è sempre Fritz Haber, di origine ebrea, l’inventore dello Zyklon B, creato per disinfestare campi e caserme, e poi utilizzato per la soluzione finale ad Auschwitz, per l’eliminazione fisica dei detenuti nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Quello che faremo esplodere davanti agli occhi del pubblico è il grande interrogativo che oramai in modo sempre più pressante si pone alla nostra epoca: quanto il progresso scientifico può dirsi tale se non procede di pari passo con lo sviluppo di un forte pensiero critico ed un’etica di benessere condiviso?




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Ottobre 2026

16
Venerdì
ore 21:00
17
Sabato
ore 21:00
18
Domenica
ore 18:00




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00133, Roma
all'angolo di viale Duilio Cambellotti
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